domenica 27 febbraio 2011

Grissini

Non c'é panetteria di Tortona che non venda i grissini, e non resisto mai, questa voltao ho provato a farli io
La ricetta? Delle Simili, come al solito, ma come ho fatto prima di conoscerle?

Ingredienti: 500 gr di farina 00 , 250  gr di acqua circa , 15 gr di lievito di birra , 8 gr di sale , 50 gr di olio di oliva, 1 cucchiaino raso di malto , farina di semola di grano duro per spolverare o semi di papavero o semi di sesamo, altro olio per pennellare

Per l'impasto: impastare nell'impastatrice, prima acqua, malto e lievito, poi farina e infine il sale.

Fare un filone e stenderlo in un rettangolo di circa 30 x 10 mantenendo la forma il piu' regolare possibile, appoggiarlo su uno strato di farina di semola pennellare abbondantemente con olio di oliva la superficie e anche i lati e cospargere il tutto con altra semola ( oppure semi di papavero o di sesamo)

Coprire a campana e lievitare ancora 50/60 minuti, con un coltello a lama alta o con una grande spatola tagliare dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito, senza smuovere troppo la pasta, afferrarli al centro con le dita e assottigliarli tirandoli delicatamente e spostando conte mporaneamente le dita verso l'esterno mano a mano che la pasta si assottiglia.

Disporli su una teglia un poco distanziati e regolarli con le dita per uniformare lo spessore.
Cuocere in  forno a 200° per 18/20 minuti.



Apfelstrudel


Esiste un profumo più buono di mele e cannella la domenica pomeriggio di inverno ? No, non esiste


Apfelstrudel

Le dosi del ripieno sono indicative: mi manca sempre qualche ingrediente: una volta non ho l'uvetta, la volta dopo non ho i pinoli...di solito lo faccio quando ho tante mele, quelle non mancano mai. E non manca mai la cannella

Le dosi della pasta servono per almeno due strudel. Ma poiché si usa solo un tuorlo, per non dividere il tuorlo, preparo la dose completa, metá pasta va in freezer per la volta dopo .

Dosi per la pasta strudel:
300 gr di farina, 150 gr di acqua tiepida, 40 gr di olio di oliva, 1 tuorlo, sale

Dosi per il ripieno:
Mele tipo renetta: 2 kg; burro 50 gr.; pane grattuggiato: 80 gr.; zucchero: 50 gr.; uva passa: 50 gr.; rum: 50 gr.; cannella: 10 gr.; pinoli: 50 gr.; noci 80gr. Limone: 1

Zucchero a velo

Procedimento:
Disporre la farina a fontana, verseggi l'acqua tiepida, l'olio, il tuorlo e il sale.
Impastare e far riposare per in ora coperto.
Lavare l'uvetta e metterla a bagno con il rum.
Pelare le mele tagliare a fettine sottile con la mandolina.
Metterle man mano in bacinella piena di acqua con succo di limone e buccia di limone
mescolare zucchero e cannella.
Schiacciare le noci e rompere i gherigli.
Mettere sul tavolo uno strofinaccio e cominciare a stendere con il mattarello, quindi rendere sottile la pasta inserendo le mani sotto e allargarla con le nocche ( senza anelli altrimenti si rompe ).
Far fondere il burro e spennellare la sfoglia
Distribuire il pane grattugiato.
Adagiarvi le fettine di mele, cospargere lo zucchero con la cannella l'uvetta sgocciolata, le noci, i pinoli.
Piegare i bordi più lunghi verso l'interno, arrotolare con l'aiuto dello strofinaccio dal lato più corto.
Adagiare sulla teglia rivestita di carta forno.
Pennellare la superficie con il burri fuso.
Far cuocere in forno a 180 gradi per circa 30 minuti
Far raffreddare spolverare con zucchero a velo.

Polpettone

Polpettone domenicale

Perché un polpettone? Perché adoro impastare e non posso sempre fare il pane....


Dosi per due polpettoni che potrebbero sfamare almeno 12 persone (poi li ho tagliati a fette e surgelati)
Un kilo di carne trita, un panino da grattugiare, un uovo, un kilo patate,
Prezzemolo tritato, sale, parmigiano, peperoncino.

Lessare e schiacciare le patate;
Grattugiare il pane;
Mescolare carne, uova, pane grattugiato, patate lesse, sale, parmigiano, peperoncino tritato, prezzemolo. Impastare bene tutto con le mani deve essere omogeneo

Fare due polpettoni e arrotolarli stretti con la carta da forno.

Far cuocere in forno a 160 gradi per circa mezz'ora.

Togliere la carta e far rosolare con un po' d'olio per colorire. Volendo bagnare con un po' di vino

No knead bread







La ricetta è girata sui blog per un sacco di tempo. Mi sono decisa a provarla solo ora dopo aver comprato a Londra il libro di questo famoso panettiere: Jim Lahey proprietario della Sullivan Street Bakery di New York, Il vantaggio è che si risparmia sul costo di un impastatrice, lo svantaggio è che serve una pentola per dare la forma, e che questa pentola  possa stare in forno.

PANE SENZA IMPASTARE

INGREDIENTI secondo la versione che gira in rete:  430 gr di farina, 345 gr di acqua, 1 gr di lievito di birra secco (Mastro Fornaio), 8 gr di sale,  semola di grano duro per spolverare (o crusca). La versione del libro é più logica: 400 gr di farina e 300 gr d'acqua, penso che la differenza sia dovuta alle varie conversioni dai cup.

Procedimento:

Si mettono farina e sale in una ciotola, si scioglie il lievito nella dose totale di acqua e si versa sulla farina, si mescola con le mani, giusto per amalgamare gli ingredienti. Alla fine si ottiene un impasto molto morbido che si mette a lievitare coperto dalle 12 alle 18 ore a temperatura ambiente.

Dopo la lievitazione, si ha un impasto tipo “ blob” pieno di bolle e molto morbido.

Si versa l'impasto su un piano infarinato , ci si infarina le mani e si fa un folding: si fanno cioè delle pieghe dall'esterno verso l'interno aiutandosi con una spatola, se c'è farina in eccesso si toglie con un pennello per evitare che la farina resti all’interno; per prima cosa si crea un rettangolo, poi si passa al folding o , si tratta di schiacciare la pasta e creare un rettangolo, piegare uno dei due lati corti verso il centro, e poi sovrappore l'altro lato. , si ruota l'impasto di novanta gradi e si ripete. In pratica è come piegare un asciugamo.
Sul sito di Adriano (profumo di lievito) é spiegato molto bene.

Si prepara un tovagliolo pulito (lavato senza ammorbidente) cosparso di farina di semola di grano duro (o crusca): si mette sopra l'impasto con la chiusura del folding in giù, si cosparge  di semola grano duro si chiude il tovagliolo.
Facendo attenzione che le pieghe restino sotto e ben schiacciate,   si fa  lievitare 2-3 ore fino al raddoppio, (per non sporcare troppo il tovagliolo, uso anche la carta forno). Deve essere ben chiuso ma non troppo stretto.

Poco prima di infornare si mette una pentola con coperchio in forno a 250 gradi a scaldare bene, io uso una pentola di alluminio pressofuso della Berndes, con coperchio in coccio,  mister Jim usa una pentola di ghisa.

Si toglie la pentola rovente e si mette dentro l’impasto lievitato aiutandosi con il tovagliolo, le pieghe devono stare verso l'alto (così si aprono in cottura) si copre con il coperchio e si fa cuocere per 35/40 minuti a 220 gradi senza togliere il coperchio, in pratica con il coperchio l'umidità resta dentro e la crosta resta sottile,  poi per fare asciugare e togliere l'umidità, si toglie il coperchio e si fa cuocere per altri 10/15 minuti.
Ovviamente prima di tagliarlo va fatto raffreddare su una gratella.

Aggiornamento agosto 2013: trovato sul web: è una versione son 12 gr di lievito di birra con 500 gr di farina e 340 di acqua, poi però va fatto lievitare in frigorifero. Provata, non vedo grandi differenze, mi ispirava per il caldo di questi giorni mi sembrava più logico il frigorifero dovrei approfondire.

domenica 30 gennaio 2011

Rotolo di spinaci, erbette, ricotta

Rotolo di spinaci, erbette e ricotta.

A cosa serve una pesciera ricevuta come regalo di nozze? A cuocere il rotolo di ricotta e spinaci: Comodo, comodissimo, si prepara il giorno prima, una volta cotto si può congelare, é ottimo come schiscietta.

Dosi per circa 6 persone:
Per il ripieno erbette e spinaci 500 gr, 1 uovo, ricotta 500 gr, aglio, sale, 50 gr di grana grattuggiato, peperoncino. Pasta: 2 uova e 200 gr di farina 00 Per gratinare: 30 gr Grana grattugiato, burro, salvia

Cuocere gli spinaci e le erbette, lessandoli in abbondante acqua bollente salata.
Scolarli, tritarli al coltello, passarli in padella con olio e aglio, a insaporire, regolare di sale e peperoncino.
Mescolare la ricotta con l'uovo, aggiungere le erbette/spinaci dopo aver tolto l'aglio.
Conservare in frigorifero.
Preparare la pasta: con una forchetta mescolare le uova, metterle nella ciotola dell'impastatrice, aggiungere la farina e impastando partendo con bassa velocità, alla fine impastare un po' a mano.
Fare una palla e lasciare riposare per almeno mezz'ora coperta su un piatto con una tazza.
Sull'asse di legno stendere fino ad avere una sfoglia più o meno rettangolare e abbastanza sottile, coprire con il ripieno, arrotolare e avvolgere in carta forno, chiudere agli estremi con lo spago.
Lessare in acqua bollente salata ( io trovo molto comodo usare la pesciera )
Ci vuole circa mezz'ora per cuocerlo.
Quando é raffreddato tagliarlo a fette, posizionarlo in una pirofila sovrapponendo le fette, condire con burro, salvia e gran grattugiato

sabato 8 gennaio 2011

Lingue di gatto

Lingue di gatto

Buone buonissime, troppo buone: da prendere con il The o da soli per tirarsi su il morale in un momento di malinconia
Piene di calorie, purtroppo ...

Dosi per due teglie:
Zucchero 150 gr, albume 150 gr, farina 00 150 gr, burro 125 gr, scorza di limone grattuggiata .

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Con la frusta elettrica montare il burro con lo zucchero A parte montare leggermente gli albumi, mescolare insieme raggiungendo un impasto brn omogeneo , aggiungere la farina setacciata e la scorza di limone.
Mettere in una sac a poche e fare dei bastoncini di 5 cm, tenendoli ben distanti fra loro perché cuocendo si allargano.
Cuociono molto velocemente, sono pronti quando i bordi sono marroncini.
Con lo stesso impasto si possono fare delle cialde.


mercoledì 5 gennaio 2011

Tortelli del Gonzaga (Tortelli di zucca mantovani)


Il titolo l’ha dato Anna: la sera di capodanno si è auto candidata come "Maitre di Capodanno" e voleva un nome alternativo per questi tortelli di zucca mantovani.
A me piacciono molto ma è un gusto strano non apprezzato molto dai bambini abituati a gusti netti:  il dolce con il dolce il salato con il salato, non questi mescolamenti.
La ricetta è di Anna Gosetti della Salda, integrata con le relative indicazioni telefoniche di Diego ( in realtà indicazioni molto approssimative: “ si va ad occhio, mia mamma lo prepara e mio papà lo assaggia: quando mio papà da l’ok il ripieno è pronto”) .
Le dosi sono per circa 6 persone, ho usato la farina semintegrale, non avevo la 00 ma secondo me non è andata male, avevano la giusta consistenza.
La ricetta prevede la mostarda di mela, io non l’avevo e ho usato una meravigliosa mostarda di peperoni che mi aveva regalato Stefano: grazie Ste !!
Unica difficoltà: la conservabilità. La ricetta dice che sono da fare poche ore prima, effettivamente il ripieno rilascia umido e il giorno dopo la pasta era umida, per portarli in montagna li ho messi su vari tovaglioli e canovacci in modo che assorbisse l'umidità.
Ho provato a surgelarne alcuni e devo dire che è stato un’ottima idea:  reggono bene.

Dosi per sei: 3 uova, 150 rami di farina semintegrale, 50 gr di semola di grano duro, una zucca da 1.200 gr, che cotta e pulita pesava 750 gr., 200 gr di amaretti, 150 gr di parmigiano reggiano, e un cucchiaio di mostarda più 50 gr burro e 50 gr di parmigiano per condire.

Procedimento: ho pulito esternamente la zucca e l’ho messa in forno così com’è a 160 gradi fino a farla cuocere, si vede che è cotta perché la buccia diventa molle e cambia colore.
Nel frattempo ho grattugiato il parmigiano e tritato gli amaretti.
Quindi ho tolto la buccia, tolto i semi e schiacciato la polpa con una forchetta, se è molto morbida meglio farla asciugare, al forno o in padella, altrimenti si bagnano troppo.
Ho aggiunto metà del parmigiano, metà degli amaretti sbriciolati, metà della mostarda, sale e ho applicato il metodo di Diego: assaggiare , aggiungere, assaggiare, fino a che si raggiunge il rapporto perfetto.
Una volta pronto il ripieno l’ho messo in frigorifero e ho pensato alla pasta.
Nella ciotola dell'impastatrice rompo le uova e le sbatto con la forchetta.
Setacciata la faina e versata quasi tutta nella ciotola, cominciato a impastare con la il gancio a bassissima velocità, se serve, unisco la farina tenuta da parte.
Faccio la palla e la metto su un piatto, la copro con una ciotola, non va lasciata sulla spianatoia di legno che assorbe l’umidità, il riposo serve a far mollare il glutine, altrimenti non si riesce a stendere, calcolare circa mezz’ora, dipende dall’umidità se l’ambiente è molto secco bastano 20 minuti,
Per tirare la sfoglia: divido in sette o otto pezzi, schiaccio con le mani faccio passare dalla sfogliatrice partendo dal numero uno  poi man mano passo tutte le misure e termino al 7, primo passaggio la piego più volte, serve a lavorala ancora.
Se le sfoglie sono lunghe, le taglio a metà. Cerco di tenere una larghezze di circa 10 cm in modo da farci stare due file di ravioli e l’appoggio sulla spianatoia.
Piego a metà per segnare dove devo arrivare e velocemente distribuisco il ripieno sulla prima metà tenendo una distanza di 3 /4 cm. Mettono tante palline di ripieno della misura di una noce.
Poi piego la sfoglia rimasta libera su quella con il ripieno con l’aiuto di uno strofinaccio arrotolato chiudo la pasta facendo uscire bene l’aria, il canovaccio è molto utile, si fa prima. Taglio con la rotella e metto ad asciugare sulla rete, poi in frigorifero.
Per cuocerli: li ho cotti pochi per volta e man mano li ho posizionati nella ciotola condendoli ma mano con burro e parmigiano, lasciando in forno tiepido fino al momento di servirli.

Casetta 2010


é vero non é  bellissima, ma io mi diverto e quest'anno elisabetta ne ha mangiata tantissima, la ricetta é qui

martedì 4 gennaio 2011

Angelica


l'Angelica delle sorelle Simili:

dolce natalizio, buono, proprio buono: questa l'ho fatta per Stefano e Francesca,

dosi:
Lievitino: 135 gr di farina di forza, 13 gr di lievito di birra,75 gr di acqua
impasto: 400 gr di farina di forza, 75 gr di zucchero, 120g di latte tiepido, 3 tuorli d’uovo, 1 cucchiaino di sale, 120 gr di burro
glassa velante: 4 cucchiai di zucchero a velo, 1 chiara d’uovo
ripieno: 75gr di uva sultanina, 75gr di arancia candita, 50 gr di burro fuso

Preparare il lievitino e lasciare lievitare fino al raddoppio.
In una ciotola mettere la farina, fare la fontana, mettere al centro il latte tiepido, i tuorli, lo zucchero il sale e amalgamare con un poco di farina.
Unire il burro e finire l’impasto battendo fino a quando si staccherà dalle pareti della ciotola.
Rovesciare sul tavolo, unire il lievitino e battere finchè i due impasti saranno ben amalgamati.

Rimettere nella ciotola unta e lievitare 1 ora finchè sarà raddoppiato. Rovesciarla sul tavolo infarinato e stenderla formando un rettangolo di 2-3mm di spessore, senza lavorarla. Pennellare abbondantemente con il burro fuso, cospargere di uva sultanina, ammollata e asciugata e arancia candita a cubetti

Arrotolare il lato più lungo. Tagliare questo a metà per il lungo con un coltello affilato e sottile, infarinandolo ogni tanto. Separare delicatamente i due pezzi, girarli tenendo il lato tagliato verso di voi e formare una treccia facendo in modo che la parte tagliata rimanga il più possibile all'esterno. Mettere su una teglia da forno e chiudere a ciambella.

Pennellare con burro fuso e fare lievitare 30 40 minuti a campana (deve raddoppiare). Cuocere in forno 180° per 20 25 minuti .

Nel frattempo diluire i 4 cucchiai di zucchero a velo con chiara d’uovo fino ad avere una glassa semidensa. Dopo la cottura spennellare e rimettere in forno per 30 secondi.

sabato 25 dicembre 2010

13 anni

auguri a Francesco, ovviamente in ritardo, non dolci ma salati !!! ecco i panini semidolci delle simili in versione 13, la ricetta? qui

venerdì 24 dicembre 2010

Stelle di Elena


In attesa della ricetta, vi mando la foto delle stelle di Elena

giovedì 23 dicembre 2010

PANDORO


questo é la foto del  pandoro di Natale 2009, quello del 2010 é bruciacchiato.... sig

PANDORO DELLE SIMILI con modifiche di Sabrina e miei tempi

Ingredienti: lievito di birra 18 gr, farina di forza 450, zucchero 160, burro 170 gr , tuorlo 1, uovo 3, sale, stecca di vaniglia, zucchero a velo, stampo da pandoro da un kilo

23 dicembre ore 15
preparare Il lievitino:
15g di lievito di birra, 60g di acqua tiepida, 50g di farina di forza, 1cucchiaio di zucchero , 1 tuorlo
fondere il lievito nell’acqua tiepida, unire lo zucchero, il tuorlo e la farina e battere finchè sarà ben amalgamato e liscio, coprire e far lievitare al caldo fino al raddoppio per circa 60 minuti.

23 dicembre ore 16 impastare il primo impasto: 200g di farina di forza, 3g di lievito 35g di zucchero, 30g di burro, 2 cucchiaini di acqua, 1 uovo
aggiungere al lievitino il lievito sciolto in acqua, lo zucchero, la farina e l’uovo, mescolare e battere vigorosamente poi unire il burro a t ambiente, e battere finchè non si sarà amalgamato. Coprire e lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido.

23 dicembre ore 19
Secondo impasto:
200g di farina di forza, 125g di zucchero, 2 uova, 1 cucchiaino di sale, semini di una stecca di vaniglia.
unire al secondo impasto le uova, lo zucchero, la farina, il sale e la vaniglia e battere per 10 minuti.
Schiacciare l’impasto, ripiegarlo su se stesso, metterlo in una ciotola unta di burro e lievitare fino al raddoppio.

Mettere in frigo per circa 40 minuti (il tempo si può prolungare fino alle 8-12 ore e ricominciare la mattina dopo.

23 dicembre ore 22: burro 140 gr
Fare la sfogliata per tre volte riposando sempre 15 -20 minuti. ( o 5 in frezzer)
Ammorbidire il burro e dargli la forma di quadrato
Fare un quadrato con la pasta (più grande di quello del burro) e metter al centro il quadrato di burro ripiegare i quattro angoli verso il centro e saldare bene così da tenere il burro all'interno. Con il mattarello tiri la pasta delicatamente in modo da ottenere un rettangolo , tirare, poi ripiegare in tre, far riposare in frigorifero per 15 o 20 minuti (5 minuti in freezer) ristendere in rettangolo e ripiegare in tre. Ripetere tre volte, durante il lavoro usare lo zucchero a velo per “infarinare” l’asse
Rivestire lo stampo con la carta d’alluminio spennellata di burro, o usare stampo antiaderente.
prendere l’impasto e fare una palla, in modo da “stringere” sotto la chiusura,
Mettere nello stampo con la chiusura sotto e farlo lievitare finché raggiunge il bordo, ci vogliono diverse ore. ( anche 14)

24 dicembre ore 10 o 12
Forno statico: a 175° per 15 minuti e a 160° per circa 15. Forno ventilato: 165° per 15 minuti e poi 150 °
Controllare con lo stecchino. Togliere dallo stampo appena possibile e spolverizzare con lo zucchero vanigliato.

domenica 19 dicembre 2010

Scorze d'arance ricoperte di cioccolato



Regalino per Natale: sono un'ottima scusa per produrre dolci. Per questi devo ringraziare la signora Fausta, amica di mamma.
Sono partita dalle arance bio ritirate dal GAS.
Pelate circa 5 kili di arance, Im quattro grossi spicchi
Tagliate le scorze a fettine di un centimetro. Messe a bagno in acqua per tre giorni, cambiando l'acqua frequentemente .
Pesate e mescolate con un quantitativo di zucchero pari ai 9/10 del peso
Mescolato scorze e zucchero e lasciate a macerare qualche ora , fino allo sciogliersi dello zucchero e la formazione di un'acquetta .
Fatte cuocere fino alla completa evaporazione dell'acquetta e la candidatura dello scorze
Fatte asciugare su carta forno.
Successivamente ho immerso le scorze nel cioccolato temperato e le ho fatte asciugare su carta forno .

Dosi: da 5 kili circa di arance ho ottenuto un kilo e 200 grammi di zeste a cui ho aggiunto un kilo e 100 di zucchero.
Ho consumato circa mezzo kilo di cioccolato, ma temperato un kilo ,
Ho ottenuto dodici sacchetti da 150 gr ciascuno. Durante la procedura molte scorze sono "evaporate" qualche topo in casa ?
Le indicazioni sul Temperaggio sono qui

giovedì 9 dicembre 2010

temperaggio del cioccolato



Sembra più complicato a dire che a fare, ma in realtà, basta investire in un termometro


Premessa:

Il temperaggio è indispensabile perché il burro di cacao cambia tipo di cristallizzazione in funzione della Temperatura, se la temperatura del cioccolato fondente supera 32 (29 per cioccolato al latte) il cioccolato raffreddandosi non riesce a indurirsi in modo corretto: non raggiunge la giusta consistenza e diventa opaco con macchie bianche superficiali,
Il temperaggio permette invece di ottenere del ciocolato lucido, croccante.
L’obiettivo è quello di rendere fluido il cioccolato, e quindi lavorabile, garantendo la giusta cristallizzazione del burro di cacao.
Si comincia sciogliendo il cioccolato di copertura attorno ai 45 con un bagnomaria caldo, o in microndde (non superare questa temperatura altrimenti si rovina definitivamente), per poter raggiungere la giusta cristallizzazione bisogna raffreddare velocemente il cioccolato mescolando in continuazione fino 26-27 gradi per la copertura di cioccolato al latte, fino a 27 28 per la copertura di cioccolato fondente: a questo punto il burro di cacao ha ripreso la sua cristallizzazione ma il cioccolato a questa temperatura ha una consistenza pastosa ed è troppo poco fluido per poterlo lavorare per fare gusci dei cioccolatini o altro.
Quindi con molta delicatezza va portato alla temperatura di lavorazione (29 30 per il cioccolato al latte, 30-31 gradi per il cioccolato al fondente). Bisogna stare attenti questa ultima fase è veloce e se si supera la temperatura di 31 gradi (29 per il cioc al latte) il burro di cacao cambia cristallizzazione di nuovo
Per raffreddare io uso il bagnomaria di acqua e ghiaccio, i maestri cioccolatai spatolano sul marmo (è il metodo migliore: ma ci vuole molta manualità), e altri aggiungono il cioccolato grattuggiato che sciogliendosi, abbassa la temperatura della massa.
Per rialzare al temperatura aggiungono alla massa raffreddata parte del cioccolato caldo tenuto da parte, in genere raffreddo circa due terzo della massa che ho sciolto e tengo da parte un terzo
Per lavorare il cioccolato in casa meglio usare il cioccolato di copertura che è costituito da cacao (almeno 60%), burro di cacao ( almeno il 30%) e zucchero, più emulsionanti. Gli altri cioccolati, magari buonissimi, sono difficili da lavorare in casa
Io uso il lindt o il luisa della perugina in quantità più che sufficienti, eperienza personale: se non c’è scritto di copertura sull’etichetta non riesco a temperarlo
Meglio lavorare almeno 1 kilo - 1,5 kili perché in questo modo la massa cambia temperatura più lentamente ed è più facile, con i volumi piccoli bisogna essere molto veloci, inoltre il cioccolato avanzato può essere usato più volte

Procedimento:
utensili
1. vaschette per il ghiaccio e ghiaccio, pentola per bagnomaria, stampi in policarbonato cuchiaio in resina o legno ma solo destinato al cioccolato, ciotole meglio il vetro perché l’acciaio cambia troppo velocmente la temperatura, carta forno, gratelle
2. termometro a sonda: è indispensabile: c’è che ci riesce ma ci vuole una grande esperienza,
3. dosi: per piastra di 4 uova da 15 cm. Uso almeno un kilo avanza un po’ ( ogni uovo è circa 120 grammi), ma meno non si riesce a lavorare, per uova grandi da 25 cm, ci vuole un kilo e ne avanza la metà circa
a) preparare il ghiaccio il giorno prima ( non è banale se mi dimentico non posso temperare il cioccolato)
b)spezzatare il cioccolato in piccoli pezzi, io uso il coltello seghettato del pane, metterlo in ciotola di vetro o plastica resistente al calore
c) far fondere il ciocclato con un bagnomaria tiepido, non portare a ebollizione l’acqua oppure far fondere usando il microonde per 30 sec a max potenza, togliere, mescolare, rimette nel Mo per 30 sec, toglier mescolare e rimettere nel Mo, avanti così fino a che non è fuso
d) Mentre il cioccolato di scioglie mescolare sempre, per omegenizzare la massa, e misurare la temperatura non deve superare i 45° . ribadisco di non far bollire l’acqua per evitare che vapore o bolle entrino nella ciotola. Se l’acqua bolle, spegnere il fuoco. Scioglierlo bene: non devono esserci pezzetti interi
f) Dividere in due la massa: un terzo tenerlo da parte, due terzi procedere con il raffreddamento
g) Raffreddare la ciotola in bagnomaria di acqua e ghiaccio: mescolando sempre, per ricristallizzare il burro di cacao. il cioccolato comincerà a diventare pastoso e a rassodarsi sui bordi: togliere ogni tanto dal bagnomaria e continuare a mescolare, per rendere tutto omogneo e controllare sempre la temperatura, portare a 26-27 gradi
h) A questo punto aggiungere il cioccolato tenuto da parte e mescolando portare alla temperatura di lavorazione (Per la copertura al latte e bianca la temperatura di lavorazione è di 29 gradi per il fondente è di 31 gradi) Poiché è l’operazione più difficile bisogna fare attenzione: versare il cioccolato più caldo in due o tre volte, mescolare sempre e controllare l’alzarsi della temperatura.il cioccolato tornerà fluido, maggiore è la fluidità, più sottile sarà lo spessore dei gusci dei cioccolatini o delle uova, Personalmente sto un po’ sotto la Temperarutra di lavorazione, circa un gradi, per sicurezza a questo punto il cioccolato è temperato

A questo punto il cioccolato è temperato

Per fare i cioccolatini ripieni con piastre
1. versare il cioccolato temperato sulla piastra dei cioccolatini, battere per distribuire e non avere bolle di aria
2. voltare su una gratella con sotto della carta forno e far uscire il cioccolato in eccesso
3. raschiare con una spatola la piastra in modo da pulire bene i bordi suepriori
4. riempire con ripieni vari
5. chiudere di nuovo con la copertura temperata
6. si capisce che sono pronti quanto riappare la trasparenza della piastra
7. per far prima, può essere utile il frigorifero: il cioccalato tende a ridursi di dimenzione, ma bisogna stare attenti perché l’umidità del frigorifero purò rovinare il cioccolato, non superare i 10 minuti, in inverno megli usare un locale fresco,



Per fare cioccolatini senza stampi
8. usando l'acetato ( quello per i lucidi fotocopiabili) si fanno cadere delle grosse gocce che creano dei piccoli dischetti di cioccolato e poi decorarli con pistacchi, mandorle, nocciole..... Mettendo i uno stuzzicandente lungo, vengono dei lecca lecca di cioccolato
9. oppure con i ripieni fatti raffreddare in frigorifero si fanno delle palline, tipo tartufi grandi come noci, poi si tuffano nel cioccolato temperato e si estraggono le estrai conl'aiuto di due forchette sgocciolando e si appoggiano sull'acetato, vengono un po' deformi ma molto belli lo stesso proprio perché uno diverso dall’altro

per fare le uova:
1. con stampi in policarbonato doppi: o stampi cavi in genere: riempire a due terzi uno dei due stampi, chiuderlo con l’altro: ruotare in tutti i sensi in modo da coprire bene le pareti, aprire, scolare l’eccesso, lasciare asciugare leggeremente depositare la sorpresa e richiudere
2. per stampi singoli: rempiere per un terzo: ruotare e distribuire bene il cioccolato, scolare l’eccesso, e far asciugare: per unire le due metà usare dell’altro cioccolato temperato, è un po’ complicato, ma si riesce
3. Si capisce che l’uovo è pronto perché cambia la trasparenza dello stampo
4. Anche qui il frigorifero può aiutare, magari poco prima di toglierlo dallo stampo

Spessore: non serve troppo sottile, sia perché i riceventi ne rimarrebbero male, sia perché é più facile da fare e quando si toglie dallo stampo crea meno problemi.
Se il cioccolato é molto fluido conviene fare due passaggi , ma non serve avere il cioccolato molto fluido, non è necessario arrivare fino alla temperatura di lavorazione, si può stare più bassi

po

martedì 30 novembre 2010

Gratin di verdure invernali


La maggior soddisfazione quando cucino è riuscire a trovare la ricetta partendo dagli ingredienti a disposizione senza acquistare altro.
Spesso si pensa alla ricetta e si fanno gli acquisti di conseguenza. Fare il contrario é più difficile, ma vuoi mettere ? Ecco il vero divertimento: tornare a casa aprire il frigorifero e la dispensa e poi creare il piatto.
Menomale che c'è Stefano, guardo il frigo, lo chiamo e lui ha sempre l'idea perfetta.
Il frigorifero di questi giorni é ricco delle verdure di Taverna, l'azienda che fornisce le verdure al GAS Tortona, in particolare verze, patate e carote
Ecco l'idea di Stefano
Dosi per quattro persone:
Una verza, quattro patate grosse, due carote, olio 15gr, farina 25gr, brodo 250 gr. Sesamo
Lessare verza lavata e tagliata a fette, lessare patate, pulire tagliare a fette e lessare carote.
Pelare e tagliare a fette le patate,
Preparare una vellutata: preparare il brodo, preparare il roux con olio e farina facendolo cuocere qualche minuto. Aggiungere il brodo, far cuocere finché non si addensa.
Prendere una pirofila e mescolare le vedure: versare la vellutata, distribuire il sesamo e infornare a 170 gradi per circa venti minuti

martedì 16 novembre 2010

Torta di mirtilli di Alda


In questo  un periodo  sono un po' indietro con l'aggiornamento del blog:  il lavoro mi sta fagocitando, pazienza di fa quel che si può.......

Questa é la torta che ho fatto per Giulio, Paola, Giorgio e Alssendro, a fine agosto, é una delle ricette di Alda, in quei giorni ero piena di mirtilli, acquistati tramite il GAS e facendo una ricerca nella quasi infinita raccolta di ricette che ho salvato sul pc é apparsa questa.
Non potevo rischiare con una ricetta non certa, e quelle di Alda, sono sempre sicure, come sempre preferisco riportarla con le sue parole, chiare e semplici
La fotografia é terribile, lo so, non rende per niente.....sembra appoggiata in terra: ma non lo é: é sul ripiano del camino

Torta di mirtilli

Per la base: 275 g di farina, 135 g burro, 80 g zucchero. Niente uovo e niente lievito.

Per il ripieno: 400 g mirtilli, anche surgelati (se sono surgelati, allargarli su un piatto prima di cominciare); 300 g di formaggio fresco tipo Quark oppure 200 g di ricotta e 1 yogurt bianco; 5 cucchiai di zucchero di canna (ma va bene anche il normale semolato)3 uova grandi o 4 piccole (per chiarezza: ho usato 3 uova e, pesate con il guscio, facevano 205 g).

Forma: da crostata, a bordo basso, diametro 28 cm (non più piccola).

Per la base si può anche usare una qualsiasi ricetta di pasta frolla, ma con questa vi garantisco che il bordo risulta morbido e non si rompe al taglio: solo che la pasta è un po' difficile da lavorare. Io procedo così: metto gli ingredienti nel robot da cucina, aziono brevemente fino a che il tutto è sbriciolato fine, aggiungo un paio di cucchiai di acqua fredda e aziono ancora; quando vedo che comincia a prendere, finisco a mano.
Dato che è anche difficile da stendere, preparo un foglio di carta da forno più grande della teglia, e stendo la pasta sulla carta, infarinando leggermente il mattarello; poi trasferisco nella forma, con la carta, pareggio il bordo e ritaglio la carta in eccesso.
Il resto è più facile: si battono le uova con lo zucchero, senza montarle, si aggiunge la ricotta e lo yogurt, ottenendo una crema densa.
Si distribuiscono i mirtilli sulla base di frolla e si ricopre con la crema.
In forno a 180° 45 minuti; il bordo dev'essere ben dorato, e la lama di un coltellino deve uscire dal centro senza resti di crema.
Alda Muratore
Luxembourg

martedì 9 novembre 2010

La farinata di Fabio

Finalmente ho inaugurato la teglia di rame che mi ha regalato kitty, domenica l'hanno assaggiata in pochi, c'era troppa roba.
Grazie a Fabio per la ricetta, praticamente perfetta, grazie a Anna e Paola che hanno seguito la cottura.
Riporto le indicazioni di Fabio :
170 g. di farina di ceci, 510 g. di acqua, un cucchiaini  di sale e due cucchiai di olio. Mescoli il tutto : ogni ora ed elimini la schiuma che si forma. Dopo tre ore versi nella padella apposita. Questo per una padella di rame di 35.
Cottura 15-20 minuti nel forno a 180 gradi girando la teglia ogni 5 minuti di 90 gradi. Poi dipende molto dal forno. La superficie deve diventare dorata o anche di più e l'interno deve essere cotto. Tanto pepe e buon appetito!

Lasagne per 32



O forse per 50:  perché sono avanzate !!!! Eravamo in 32 : 14 adulti, 12 bambini, 6 adolescenti.

Ho fatto due teglie 30 per 40 con queste dosi:

Sfoglia : 6 uova, 500 gr di farina tipo 00, 100 gr semola di grano duro

Ragù: 1 carota, 1 cipolla grande, 1 gamba di sedano, due bicchieri di vino , due kili carne bovina macinata, quattro salamelle, un kilo di pelati, una manciata di funghi secchi ammollati,

Besciamella: 4 litri di latte, 280 gr farina, 280 gr burro, sale, noce moscata, 100 gr di grana padano.

Procedimento:
In una padella ho preparato il soffritto, prima solo cipolla, dopo sedano e carote,  a bassa temperatura, in una seconda padella  ho rosolato la carne sia il macinato che le salamelle tagliate a pezzetti.

Scolato la carne dal grasso e mescolato al soffritto, aggiunto il vino e fatto evaporare.

Aggiunto i pelati due bicchieri di brodo e lasciato cuocere il tutto per almeno due ore, verso la fine ho aggiunto i funghi ammollati e tritati.

Mentre cuoceva il ragù ho preparato la sfoglia e ho steso con la sfogliatrice le sfoglie.

Ho preparato la besciamella: scaldato il latte in una pentola d'acciaio e preparato il roux in un padellino e fatto cuocere qualche minuto, poi unito il roux al latte caldo.

Mescolato con frusta aggiunto sale, noce moscata, grana padano e tenuta in caldo.

Fatto cuocere in acqua bollente salata le sfoglie: una per volta, man mano le ho raffreddate con l'acqua corrente, e ho predisposto gli strati man mano che era pronta la sfoglia.

La besciamella deve restare liquida per poterla distribuire facilmente, quindi ancora calda.

Al termine ho distribuito il pane grattugiato e un filo d'olio d'oliva.

domenica 17 ottobre 2010

Triglie con Salvia


Ieri ho sistemato il balcone: ho eliminato le piante morte e sistemato le rose contro il muro, mi sembra che il freddo posso rovinarle; portati dentro gli agrumi ( o meglio quel che resta di loro) e ammirato con la bocca aperta la mia salvia: mai stata così bella in tutta l'estate. che le faccia bene l'autunno? Le triglie sfilettatte in frezeer, gli appunti del corso IPCA nello scaffale IKEA......

Triglie con Salvia

Ingredienti per due persone affamate: 6 triglie piccole, 6 foglie grandi di salvia o di più, semola di grano duro, sale, olio evo.
Sfilettare le triglie o (comprare 12 filetti all'esselunga) lavare e asciugarli con carta da cucina.
Infarinare con la semola le foglie di salvia, farle saltare in un filo d’olio, metterli su carta da pane ad assorbire l’olio e tenerle al caldo.
salare e infarinare i filetti à con la semola, scaldare un filo d’olio in una wok e far saltare i filetti, metterli sulla carta da pane per assorbire l’olio in eccesso, salarli e servirli subito.
Nella foto si vede la versione a sandwich: mettere le foglie di salvia tra due filetti salati, schiacciare bene, infarinarli e saltarli con la wok , farli assorbire l’olio sulla carta da cucina o sulla carta da pane.

Sablé al Cocco


buoni, velocissimi da fare, ottimi con il caffé, anche questa ricetta l'ho imparata all'Ipca dal grande  Angelo Principe, li ho fatti per il ritorno dalle vacanze dei nipoti.

Sablè al Cocco


Dosi per una paio di teglie (circa)

Ingredienti: farina tipo 00 250 gr, burro a temperatura ambiente 175 gr, zucchero a velo 100gr, cocco rapé 125 gr, albume 25 gr, zucchero semolato 50 gr circa

Impastare il burro morbido con il cocco e  lo zucchero a velo. Aggiungere l’albume e mescolare.
Unire la farina e impastare velocemente
Modellare dei cilindri con un diametro di circa 2/3 cm e ruotarli nello zucchero semolato. Lasciarli rassodare in frigorifero per un paio d’ore.
Per modellare i cilindri tenere le mani un po’ storte .
Tagliare a fette, deporre sulla teglia ricoperta di carta forno, cuocere alla temperatura di 200 210 gradi per circa 15 minuti.
Devono colorire senza brunire troppo